
Le ricerche scientifiche nel campo della biologia e della medicina hanno consentito progressi notevoli per la salute umana. Le rapide evoluzioni in questo settore hanno condotto il Consiglio d’Europa a esaminare gli aspetti etici e giuridici delle applicazioni della genetica, in particolare i test genetici, e a elaborare norme giuridiche atte a tutelare i diritti fondamentali della persona umana riguardo a tali applicazioni.
Il nuovo Protocollo definisce dei principi riguardanti in particolare la garanzia della qualità dei servizi genetici, l’informazione e il consenso preliminare e le consulenze in campo genetico. Stabilisce norme generali per l’esecuzione dei test genetici, e, per la prima volta a livello internazionale, affronta la questione dell’accesso diretto ai test generici, la cui offerta commerciale potrebbe accrescersi in futuro. Precisa le condizioni nelle quali si possono effettuare test su persone che non hanno la capacità di dare il consenso. Tratta inoltre della protezione della vita privata e del diritto all’informazione ottenuta mediante test genetici. Infine, il Protocollo affronta la questione dello screening genetico.